Quando si parla di Investigazioni Controllo Minori per droga si parla di un argomento delicato e di forte impatto emotivo.
Qualche mese fa sono stato ospite ad una trasmissione andata in diretta su Rai uno dove si parlava di giovani e del rapporto che gli stessi possono avere con le sostanze stupefacenti. Il mio intervento, ovviamente, è stato previsto, in merito al ruolo di detective che spesso mi vede costretto a fare i conti con una generazione che incontra non poche difficoltà nel rapportarsi con la società in cui vive.
Il compito di un’agenzia investigativa, in merito all’argomento, non può essere certo quello di “debellare” il fenomeno, magari potesse essere così, ma sicuramente può tenere sotto controllo situazioni che se lasciate correre, possono, in molti casi, degenerare.
Secondo l’ultimo report dell’Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), infatti, che vede coinvolti circa 96mila studenti di 35 nazioni europee, l’Italia si collocherebbe tra i 10 Paesi con il più alto numero di minorenni consumatori abituali di droghe. Le statistiche dimostrano che mentre diminuisce il tabagismo, aumenta tra gli studenti l’uso di sostanze illecite.
Secondo il report in Italia la sostanza più diffusa è la cannabis, con una percentuale ben più alta rispetto al resto d’Europa (27% contro il 16%), e in netto aumento rispetto al 2011 (21%). Ma non è tutto! Lo stesso rapporto rileva che 1 minorenne italiano su 10 utilizza impropriamente psicofarmaci senza alcuna prescrizione medica, anche in questo caso con una media ben più alta rispetto al resto d’Europa.
Dati allarmanti questi, a mio avviso, che spingono spesso i genitori a ricorrere ad un investigatore privato. Il nostro compito, attraverso operazioni under coverage, è quello di monitorare e rapportare i comportamenti dei giovani. Spesso riusciamo a rilevare frequentazioni di cattive compagnie e quindi arginare il problema allontanando il soggetto dall’abitudine presa, altre volte ci si trova di fronte a problemi ben più profondi, dove il malessere ed il conseguente atteggiamento errato ha radici più radicate che spesso si nascondono in rapporti difficili con la famiglia stessa, fragilità caratteriale, stress dato dagli studi o da sentimenti non corrisposti.
Il tasso in merito al consumo di droga aumenta di anno in anno e contemporaneamente diminuisce l’età dei consumatori. La routine che travolge, i ritmi serrati di lavoro, i mille impegni, sono variabili, inoltre, che incidono anche sui genitori. Senza dubbio la strada giusta per contenere il fenomeno é principalmente il dialogo, un rapporto di fiducia tra genitori e figlio; laddove questi strumenti non funzionassero o smettessero di funzionare paventando un rischio, così, per la salute del proprio figlio, ricorrere ad un detective può essere uno “strumento” utile a servizio della famiglia.